1988

In questa carta di Clan abbiamo raccolto i punti di riferimento del nostro cammino R/S all'interno e all'esterno della comunità C/F. Sono gli argomenti su cui ci siamo fermati a riflettere, sono i valori in cui crediamo e cerchiamo di realizzare nella nostra quotidianità.

Noi apparteniamo ad una società complessa, frammentata e contradditoria in cui rileviamo una rincorsa, al benessere materiale, che pare raggiungibile con qualsiasi mezzo e con pochi sforzi, mentre nel mondo il ricco è sempre più ricco e il povero è sempre più povero. Non ci vogliamo rassegnare di fronte alle ingiustizie e non possiamo relegare agli altri la lotta per un mondo migliore. E' perciò molto importante sapersi rapportare alla società mediante un'informazione critica volta ad individuare i problemi e i bisogni emergenti; sentendoci parte della società, vogliamo intervenire per lasciarla migliore di come l'abbiamo trovata.
E' necessario che ognuno di noi si crei un'informazione politica stimolando e sfruttando le occasioni di dibattito e confronto. Ci impegnamo nell'azione politica, intervenendo nell'ambito sociale cercando di costruire concretamente la pace.
La pace non e solo assenza di conflitto e non significa nemmeno essere tutti d'accordo, ma è saper affrontare le divergenze attraverso l'apertura al confronto. Dobbiamo cercare di fondare la nostra vita sulla non violenza e per far ciò è necessario essere prima di tutto in pace con se stessi, riuscendo a convivere con i propri pregi e i propri difetti. La pace è un valore che trascende ogni realizzazione concreta ed è un qualcosa che sta all'orizzonte dell'uomo. Ci si può impegnare per la pace imparando a confrontarsi ed evitando di soffocare o reprimere posizioni differenti, perché non c'è pace senza giustizia.
Ignorare chi è diverso è una forma di ingiustizia. Chi non è in grado di rispettare i ritmi e gli standard proposti diventa un emarginato. L'emarginazione è una realtà con cui ci siamo abituati a vivere, tanto che spesso non ci rendiamo conto di essere noi i primi ad emarginare. Si tende ad uguagliare la persona alla quantità di denaro posseduta, facendone passare in secondo piano i veri valori e le qualità.
E' importante non fare dei soldi il fine della propria vita, cercando di vivere il valore dell'esperienza, evitando sprechi di denaro e aiutando gli altri, anche economicamente, con spirito d condivisione.
La scuola e il lavoro occupano gran parte del nostro tempo e ci aiutano a comprendere meglio il valore del denaro, del tempo e delle possibilità dell'uomo. Per quanto è possibile bisogna cercare un equilibrio tra gratificazione e profitto, fra tempo di lavoro e attività extra. Il lavoro e la scuola sono ambiti in cui coltiviamo i valori in cui crediamo.
La conservazione delle risorse del pianeta è condizione di esistenza sia per noi che per le generazioni future ed è dunque importante che tutti gli individui cooperino con i mezzi a loro disposizione per la salvaguardia di tale ricchezza. Dobbiamo rinunciare all'atteggiamento di dominio, che sembra aver ispirato fino ad ora il rapporto con l'ambiente, per passare ad un atteggiamento di umiltà e di rispetto proprio di un ammiratore, responsabile e saggio, della creazione. Il rispetto dell'ambiente non implica costante che deve essere d'esempio anche agli altri. Cerchiamo di educare chi ci sta vicino ad una giusta cultura ecologica. Per noi scout è importante conoscere di più la natura, valorizzando le diverse attività svolte all'aria aperta con impegni pratici.
Il Clan è una comunità di uomini e donne e come tale vuole condividere l'amore e l'amicizia, cercando di costruire la felicità con l'altro/a. Crediamo nell'amore e siamo consapevoli della necessità di una giusta educazione a tale valore. E' impegno del Clan vivere nel rispetto, nella parità di dignità, nella valorizzazione delle diverse capacità, nella sincerità, nella spontaneità e nel dialogo.
Noi rover e scolte ci rapportiamo alla società attraverso il servizio, che riteniamo fondamentale per una comunità che vuole crescere nella disponibilità e nella apertura agli altri. Il servizio è un modo di vivere il cristianesimo, di mettere in pratica il vangelo, è ilare senza chiedere niente in cambio. Ogni rover e scolta svolge un servizio concreto che va vissuto con responsabilità, competenza e comunità. Gli ambiti d'impegno del Clan sono il servizio associativo educativo ed il servizio extra-associativo, che ci pongono di fronte a situazioni diverse in cui non siamo abituati a vivere. Il servizio, momento fondamentale per la nostra formazione, diventa con la "partenza" uno stile di vita.
Viviamo nella comunità del Clan, senso del nostro stare insieme; ci permette di crescere in un rapporto spontaneo con gli altri, scambiando idee ed esperienze, condividendo i valori in cui crediamo e confrontando il nostro cammino. Ognuno di noi si gioca in prima persona e si assume le sue responsabilità, impegnandosi ad una partecipazione attiva. Valore fondante della comunità è il rispetto degli altri, di chi è diverso e delle esigenze della comunità (ascolto, puntualità,…). Il vivere insieme esige, infatti, alcune regole, che non vengono, però, vissute come un'imposizione, anzi, sono facili da rispettare perché condivise.
E' importante raggiungere un buon livello di affiatamento e di amicizia nel gruppo senza dimenticare che lo scopo della comunità va al di là dello stare bene insieme. In particolare l'obbiettivo che noi, come comunità scout, ci proponiamo è quello di educarci, di far fruttare i nostri "talenti". Non si tratta di seguire uno stesso cammino, ma di aiutarci reciprocamente ognuno sulla propria strada. Ciò che caratterizza una comunità è l'avere un obbiettivo in comune, è l'obbiettivo infatti, che ci spinge ad agire.
Lo stile del Clan è il nostro modo di essere e deve concretizzare i valori in cui crediamo. Non è un fatto esteriore, non è solo la divisa, ma qualcosa che ci caratterizza e ci unisce sempre, Un comportamento creativo, competente ed essenziale che sa utilizzare nelle diverse situazioni i mezzi appropriati.
Il gioco e lo sport sono un'occasione di svago e di divertimento, in cui impariamo a conoscere noi stessi, i nostri limiti e le nostre capacità, l'amicizia ed il senso di gruppo. Nel gioco viviamo la competitività come stimolo da non esasperare e trasformare in aggressività, perché è importante rispettare gli altri e giocare lealmente. E' importante e bello esprimersi. L'espressione va allenata e vissuta in tutte le sue forme, essa serve anche per sottrarsi all'appiattimento e alla standardizzazione della vita quotidiana.
La strada è la realizzazione del nostro essere scout ed è anche il modo in cui ci proponiamo di concretizzare i valori cristiani. In ogni passo della strada viviamo tutti gli aspetti dell'essere rover e scolte: disponibilità, servizio, attenzione all'ambiente, coerenza con noi stessi.
Il nostro modo di fare strada è caratterizzato dall'essenzialità e, concretamente, dalla capacità di cogliere la sostanza dell'esperienza (nello zaino non si possono mettere troppe cose). La strada è un momento di auto educazione, di crescita personale e di continua ricerca, in quanto ci permette di misurare i nostri limiti, di vincere le nostre debolezze e di raggiungere gli obiettivi che ci poniamo. La strada è occasione di comunità e condivisione delle esperienze, conoscenza e momento di unione del clan, dal momento che, in essa, non siamo mai soli, ma possiamo incontrare gli altri. La strada, rispondendo all'istinto di scoperta, avventura e ricerca è fonte di libertà e imprevisto, ci permette di evadere dalla solita quotidianità e di apprezzare maggiormente il mando e la natura, in questo modo ci procura gioia. La strada è anche fatica, ma questa fatica non è fine a se stessa, viene valorizzata in quanto le diamo senso.
Siamo protagonisti della nostra educazione. Auto educarsi significa capire come bisogna agire, in che modo correggersi, mettere sempre in discussione il proprio comportamento per verificare se è come lo vogliamo. Significa usare il discernimento, cioè porsi la domanda "cosa è bene, cosa è male" scegliere ed agire di conseguenza. Auto educarsi vuol dire, quindi, assumersi le proprie responsabilità, esercitare la propria capacità di giudizio, essere autonomi: qualità che non si posseggono già in partenza, ma alle quali si arriva pian piano.
Capire che il tempo è un dono di Dio da gestire in base ad una scala di valori vuol dire auto educarsi. Dobbiamo renderci conto del tempo che spendiamo, averne coscienza e cercare di essere padroni, senza lasciarsi travolgere. Il tempo, infatti, è composto di momenti, ed ogni momento ha un suo valore: in questo senso "il tempo è veramente denaro", non in quanto produce ricchezza, ma in quanto è prezioso per se stesso.
La vita quotidiana di ognuno di noi fa riferimento alla fede nel Dio fatto uomo in Gesù Cristo. Crediamo nel dono della fede, un dono che si scopre e si vive, ogni giorno, come una continua scommessa con l'assoluto, che non ci esime dalla ricerca e dall'approfondimento personale e comunitario, nella certezza che la morte è la fine di tutto.
La fede da senso al nostro essere Clan ed è sostenuta dall'incontro in comunità. Aumentiamo la fede nell'incontro costante dei nostri pensieri e delle nostre azioni con il vangelo e con i sacramenti, affinché essi ci portino a vivere nella lealtà e nella sincerità. Dobbiamo rendere testimonianza di questo credo, diventando parte attiva della chiesa. Ci impegnamo a fare in modo che la chiesa diventi per noi comunità d'incontro col Signore, di condivisione e crescita nella fede. Per questo la comunità del clan deve creare momenti di preghiera e riflessione personale.