1980 - 1987

A.G.E.S.C.I. Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Gruppo Bergamo 6° EST

Seconda Carta del Clan "BRSCA NÖEL"

A quattro anni dallo sdoppiamento dei Clan di Bergamo, i Rovere e le Scolte del Clan "Brasca Nole", formatosi a Redona, hanno scritto questa carta. In questi anni hanno adottato, discusso, firmato la "Prima Carta della Comunità" (1974); questa nostra seconda carta ci differenzia ora dal Clan "Brasca OVEST", di cui tuttavia sentiamo uguali le radici, gli ideali, lo spirito.

Crediamo nella vita come dono, e cerchiamo di affrontare le difficoltà di ogni giorno con ottimismo e fiducia. E' dalla speranza che ne deriva e dall'esigenza di parlarci e chiarirci, che nasce questa carta di Clan. Con essa abbbiamo cercato di confrontare e riordinare le nostre ideee, di porci delle mete e di fare dei progetti. Siamo consapevoli dei nostri limiti, ma crediamo anche nella nostra capacità di migliorare. E' per questa scelta di autoeducazione che siamo nel Clan; il nostro essere scout non è però un vestito che si indossa solo in certe circostanze: vogliamo far coincidere l'essere scout e l'essere uomo.
Il Clan è per noi punto di incontro, confronto, crescita e conoscenza, dove ognuno ha un suo spazio d'espressione. E' un gruppo di amici che sanno quel che vogliono e cercano nella vita comune una formazione educativa che aumenti il senso critico, e valorizzi ciascuno nella sua vocazione. La vita comunitaria ci fa scoprire la nostra personalità come un valore che va donato, per essere veramente goduto; ci insegna a vivere con gli altri, portandone alla luce anche i lati più nascosti; è occasione di verifica e arricchimento. Quando tutti sono partecipi delle cose comuni con responsabilità e chiarezza, allora il Clan è comunità.
Cerchiamo di essere sempre protagonisti consapevoli della nostra crescita, di darci obiettivi e di raggiungerli con l'aiuto degli altri e delle tappe che lo scoutismo ci propone.
Siamo uomini e donne, in questa crescita, gioiosi di una vita insieme che non segue ruoli reimposti, ma è fonte di arricchimento e collaborazione. Il nostro stare insieme è improntato al rispetto che nasce del sentirci "uguali", ed è arricchito dalla gioia di scoprire e valorizzare le nostre diverse caratteristiche.
Il Clan è una "famiglia felice" in cui possiamo fare cose diverse da quelle di tutti i giorni, comunicare con tutti i mezzi che abbiamo oltre le parole: cantare, danzare, mimare, disegnare, costruire, suonare….in momenti di gioco che ci rendono più liberi.
Ha un suo stile: non fatto esteriore, ma capacità di valutare e regolare il proprio comportamento in ogni istante; di essere ottimisti e pieni di entusiasmo per quel che si fa.

La Fede è presupposto fondamentale di un nostro coerente essere scout, ed è per noi importantissimo che nel Clan ciascuno faccia una sua scelta personale in proposito.
Vivere la fede cristiana significa per noi accettarci come creature di Dio e gioire del dialogo che cerchiamo quotidianamente con Lui nella preghiere. Significa seguire il messaggio di Cristo e riviverlo ogni giorno nel nostro rapporto con l'altro, vivere con speranza ed avere fiducia. E' non solo ascolto e interpretazione della parola, ma anche testimonianza, condivisione e continua verifica, sorretta dallo Spirito Santo.

Ognuno di noi è un pezzettino di società e ha il dovere e il diritto di essere partecipe di ciò che gli accade intorno. Riteniamo importante, in questo senso, che ciascuno operi per la sua crescita culturale, come costante atteggiamento di conoscenza critica di quanto avviene nella natura e fra gli uomini. Solo così saremo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, come persone e come Clan. Evitando di chiuderci nel nostro "io personale", di delegare ad altri le decisioni che ci competono, vogliamo testimoniare in modo attivo i nostri ideali. Tutto ciò può avvenire mediante una corretta educazione alla politica, attuata attraverso l'informazione e la discussione approfondita del Clan. Nella nostra vita in associazione è fondamentale l'esperienza del servizio come momento di crescita e autoeducazione. Il servizio diventa una filosofia di vita, un modo di porsi di fronte la reale, la capacità di essere presenti e disponibili. Servizio in associazione ed extra-associativo non devono essere considerati come momenti separati e indipendenti, ma come parti complementari della crescita di ognuno. Il nostro intervento nel reale, che ha sempre come fine ultimo l'uomo, con tutti i suoi problemi e le sue aspirazioni, non è disgiunto dal credere nella pace come ben irrinunciabile per cui operare. Ci sentiamo coinvolti nella costruzione della pace, e riteniamo fondamentale che il rapporto tra uomo e uomo sia importante alla non-violenza, al dialogo, all'attenzione e alla comprensione reciproca.

La strada, come capacità di staccarci dalla sicurezza, verso l'imprevisto, come essenzialità, come povertà e fatica, come gioia dell'incontro, è forse l'elemento più significativo della nostra comunità: è momento di confronto con noi stessi che impariamo a camminare, stare all'aria aperta, spostarci in bici e con ogni mezzo "a misura d'uomo", con stile. E' anche momento di unione del gruppo nello stesso sforzo, sullo stesso cammino ideale: non è importante il luogo in cui simo, ma la direzione che prendiamo. Osservando la natura, ci accorgiamo che basta poco per essere felici: camminare in un bosco, in montagna, ci mette in uno stato di pace e ci dà gioia. La vita all'aperto è fonte di libertà e di autonomia: ciò significa imparare ad usare il nostro corpo, le nostre mani, la nostra creatività, rifiutando quei modelli di vita che ci sono imposti dalla società dei consumi. La natura è creato, è dono di Dio: in essa siamo più vicini a Lui, e sentiamo il bisogno di ringraziarlo per quel che ci ha dato. Per questi motivi ci sentiamo in dovere di rispettare la natura e farla rispettare: rispetto della nautra come bene prezioso che Dio ha creato; rispetto dell'uomo che vive in essa, che non può vivere senza di essa. Ciò significa impegnarci personalmente e politicamente per evitare la distruzione dell'ambiente.

S. Trinità di Casnigo, 23-03-1980

Impossibile decifrare le firme !!