1967 - 1970

A.S.C.I. Esploratori d'Italia Gruppo Bergamo 6° CLAN della "BRASCA"

Seconda Carta di CLAN

1° MARZO 1967
Il clan cittadino "Brasca", costituito il 1° MAGGIO 1955 nel Monastero di Pontida, a seguito dell'uscita di un gruppo di Rovere nell'anno 1965 che hanno dato vita al Clan "Brasca" Bergamo 1°, ha dovuto a malincuore prendere atto della nuova situazione. Il Clan "Brasca" del Bergamo 6° continua le tradizioni, i metodi e i valori della vecchia "Brasca"; come segno di ciò conserva il motto: "parla poc e pica tat", il patrono S. Martino di Tours e il foulard del vecchio Clan.

SIAMO UOMINI, CRISTIANI, SCOUTS
Siamo uomini, e vogliamo esserlo integralmente, inseriti nella comunità degli uomini ed impegnati nel suo progresso.
Siamo cristiani, uomini nuovi: la nostra vita viene giustificata, lievitata e diretta dalla nostra fede nel Cristo.
Siamo scout, perché riconosciamo nello scoutismo un mezzo valido per la nostra formazione di veri uomini e di veri cristiani.

Da questa triplice esperienza ci vengono alcune idee-forza che vogliamo vivere e che proponiamo a tutti, convinti della loro validità e della loro possibilità di par progredire la società umana.
1) Simo Chiesa, ci sentiamo responsabili delle sue vicende e vogliamo avere parte alla Chiesa locale e alla Chiesa universale affinché la nostra vita sia una continua costruzione del regno di Dio in mezzo ai nostri fratelli mediante la testimonianza e l'annuncio della Parola, la santificazione e l'esercizio della carità, memori delle parole dell'Apostolo: "Tutto quello che fate, in parole e in opere, tutto fatelo nel nome del Signore Gesù" (Col. 3,17).
In modo particolare il nostro impegno si rivolge ai giovani: "essi stessi devono diventare i primi ed immediati apostoli dei giovani, esercitando da loro stessi l'apostolo fra di loro" (Apostolicam Actuositatem, cap. 3).
2) Vogliamo attivamente prepararci e gradualmente inserirci nelle strutture della società umana per promuovere il progresso economico e sociale. Riteniamo il disinteresse politico una grave e pericolosa forma di egoismo e rifiutiamo qualsiasi tipo di strumentalizzazione della nostra presenza nell'ordine temporale.
3) Con ogni forza rifiutiamo tutti i dogmatismi ideologici, consci che tutti, sia pure in modi e gradi differenti, sono portatori di verità. In particolare vogliamo tener presente che non si deve mai confondere l'errore con l'errante, e che l'errante è sempre ed anzitutto un essere umano che conserva, in ogni caso, la sua dignità di persona (Pacem in terris, n° 158).
4) La sollecitudine di accostare i fratelli tuttavia non può tradursi in una attenuazione, in una diminuzione della verità (Ecclesiam suam, n° 28). Il rispetto dei nostri fratelli ci porta altresì ad opporci ad ogni tipo di violenza e di discriminazione ne nei loro riguardi ed in particolare ci impegna nella lotta contro l'inumanità della guerra (cfr. art. 4° Legge Scout) e a collaborare, con l'aiuto di Cristo, autore della pace, con tutti per stabilire fra gli uomini una pace fondata sulla giustizia e sull'amore e per apprestare i mezzi necessari per il suo raggiungimento (Gaudium et Spes, n° 77).
5) Lo scopo della nostra vita è di servire Dio nei fratelli, di far della nostra vita tutto un atto d'amore verso Dio. "Il vero modo di essere felici è di portare la felicità agli altri" (B.P.). In particolare il nostro servizio si rivolgerà all'attività educativa scout poiché crediamo nella validità di questo metodo e desideriamo che venga applicato ad una grande massa di ragazzi e di giovani (cfr. art. 3 Legge Scout).
6) "La vera felicità, non dipende dalla ricchezza né dal successo, né dal cedere alle voglie" (B.P.). La nostra vita sarà una vita austera, volta a cogliere la bellezza delle cose semplici, della natura che Dio ha creato per allietarci, e dalla amicizia che ci dà la gioia (cfr. art 6 8 9 10 Legge Scout). A questo scopo affermiamo il valore della "vita rude" e della "strada" considerati anche come mezzi efficaci per ottenere una vera libertà anteriore. In un mondo in cui sperequazioni e disparità sociali hanno raggiunto livelli per noi insopportabili, riteniamo cosa offensiva e grandemente ingiusta verso i nostri fratelli meno fortunati ogni ricerca ed ogni desiderio eccessivo di cose superflue.

Firmando questa Carta di Clan, noi revers della "Brasca" abbiamo coscienza di essere dei "diversificati": la diversificazione non è divisione, né superbo integralismo, ma reazione contro ogni massificazione e livellamento, è ricchezza di idee e di contenuti per i quali noi vogliamo essere, con umiltà e sincerità, "sale della terra" e "anima del mondo".

Pontida, 19-3-1967
C.C. Claudio Baroni
C.G. Luigi Bonicelli
A.E. Cesare Bonicelli
Fossà Giorgio
Locatelli M.
P. Giorgio
Martinelli A.

Ranzanico, 18-6-1967
Giancarlo Traini

Bergamo, 12-6-1968
Calzana Pino
Claudio Traini
Antonio Brambilla

Madonna della Neve, 17-10-1970
Donatella Malgrati
Maria Cristina Malgrati
Silvana Cremaschi
Laura Bossi
Cristina Loglio
Lisa Cremaschi
Daniele Malgrati
Paola Meletti
Cavallai Loglio
Roberto Colombi
Mario Bernardi